E’ tutto pronto per la partecipazione della Sardegna alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, uno degli appuntamenti più rilevanti a livello nazionale e internazionale per il mondo dell’editoria. La presenza dell’isola alla prestigiosa manifestazione nasce dalla collaborazione tra la Regione Autonoma della Sardegna, con l’assessorato della Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e l’Associazione editori sardi, impegnate congiuntamente nelle attività di promozione e valorizzazione della cultura e della produzione editoriale sarda.
L’edizione 2026 si inserisce in un anno particolarmente significativo per la Sardegna, segnato da ricorrenze e riconoscimenti di forte valore simbolico e culturale: il centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, il riconoscimento delle Domus de Janas come patrimonio dell’UNESCO e i quarant’anni di attività dell’AES (1986-2026), che rappresenta l’85% della produzione libraria regionale.
«Andiamo a Torino con grande orgoglio per il traguardo storico raggiunto – ha dichiarato l’assessora della Pubblica Istruzione e Cultura, Ilaria Portas -: il riconoscimento delle Domus de Janas come 61° sito UNESCO italiano. Al Salone non portiamo solo libri, ma l’essenza stessa della nostra storia millenaria: la Sardegna come baricentro culturale del Mediterraneo, capace di trasformare il proprio passato in un’opportunità di sviluppo e conoscenza per il futuro. Quest’anno lo Spazio Sardegna celebra anche i 100anni dal Premio Nobel conferito alla scrittrice nuorese Grazia Deledda. Il programma ha volutamente uno sguardo che va oltre il Nobel e desidera raccontare la straordinaria modernità e attualità della scrittrice. Abbiamo deciso di passare attraverso il dialogo tra il cinema, la scrittura, la letteratura ed i laboratori pensati per le scuole, dimostrando così che la Deledda non è un’icona rigida e congelata nel passato, ma un’autrice capace di farci interrogare dentro le inquietudini del nostro tempo.»
Il programma predisposto dalla Sardegna si sviluppa lungo cinque giornate e raccoglie una pluralità di proposte organizzate entro una cornice tematica coerente, costruita attorno ai principali riferimenti culturali dell’edizione 2026 e alla ricchezza della produzione editoriale sarda. Al centro, due assi principali: le domus de janas, nel nuovo scenario aperto dal riconoscimento UNESCO, e Grazia Deledda, nel centenario del Nobel.
Il percorso attraversa, lungo un percorso articolato e coerente, letteratura, archeologia, storia, memoria, musica, ricerca e nuove tecnologie, fino alla importante presentazione di Sebina AI, che apre lo sguardo sulle trasformazioni digitali del settore editoriale. Ne emerge una Sardegna plurale e riconoscibile, che porta a Torino, attraverso i libri, una visione organica della cultura come conoscenza, impresa e progetto. L’editoria sarda continua, infatti, a esprimersi in lingua italiana, in lingua sarda e nelle diverse varietà linguistiche presenti nell’isola, mantenendo un forte legame con il territorio e sperimentando nuovi linguaggi e formati, anche multimediali.
«Celebriamo quarant’anni di lavoro condiviso – ha evidenziato la presidente Aes, Simonetta Castia – da dove siamo partiti, assecondando la nostra intrinseca visione di associazione di categoria, di operatore culturale dalla marcata progettualità e di presidio professionale a tutela degli editori del territorio e di politiche editoriali che valorizzino il comparto e la filiera. Le nostre imprese producono cultura, generano occupazione e contribuiscono all’economia dell’isola. Se la partecipazione al Salone del Libro rappresenta un’opportunità strategica per valorizzare autori, produzioni e aziende editoriali in un contesto internazionale, la collaborazione con la Regione rafforza una rappresentanza unitaria e autorevole della Sardegna.»









