A due mesi dall’inaugurazione, “Ar(e)tè. Antonio Corriga, Paolo Pillonca e la virtù dell’amicizia” continua a mostrare con forza la vitalità del progetto che il Museo di Arte Moderna e Contemporanea Antonio Ortiz Echagüe di Atzara ha dedicato ad Antonio Corriga, Paolo Pillonca e alla rete di artisti e intellettuali che hanno raccontato la Sardegna come comunità viva, memoria condivisa e futuro possibile. La mostra è visitabile fino al 31 agosto 2026.
Il percorso, curato da Sabina Corriga, figlia dell’artista e presidente dell’Associazione culturale intitolata ad Antonio Corriga, e dal documentarista e curatore d’arte Antonello Carboni, si conferma oggi uno dei motori culturali più riconosciuti del territorio, capace di attrarre un pubblico costante composto da residenti e visitatori che individuano nel museo l’unico presidio d’arte contemporanea della Barbagia del Mandrolisai e un luogo di riferimento per la crescita culturale della comunità.
Il titolo della mostra, richiamando il concetto greco di aretè, continua a suggerire una visione dell’eccellenza come responsabilità condivisa, come capacità di esprimere la parte migliore di sé e di metterla al servizio degli altri.
Da qui il doppio significato di Ar(e)tè, che unisce arte e virtù, bellezza e valore, memoria e impegno, offrendo al visitatore un percorso che non si limita alla celebrazione del passato ma invita a riflettere sul rapporto tra talento, comunità e futuro.
Le figure di Antonio Corriga e Paolo Pillonca restano il fulcro narrativo della mostra. Corriga, con i suoi volti, i riti, i paesaggi e le atmosfere dell’Isola, ha costruito nel tempo uno sguardo riconoscibile sulla Sardegna contemporanea. Pillonca, attraverso la parola, la ricerca linguistica e l’attenzione alla poesia in limba, ha restituito la profondità culturale e umana delle comunità sarde.
Attorno a loro si dispiega la dimensione corale del progetto, che mette in relazione esperienze artistiche e culturali differenti. La costellazione di artisti, fotografi, scultori e intellettuali coinvolti: Pinuccio Sciola, Aligi Sassu, Antonio Atza, Giuseppe Carta, Meloniski da Villacidro, Salvatore Ligios, Domenico Ruiu continua a raccontare alcuni tratti profondi dell’identità isolana, confermando la capacità della mostra di generare dialogo e riconoscimento.











