Le indiscrezioni sulla predisposizione del nuovo Atto aziendale dell’ARNAS G. Brotzu di Cagliari e sulla possibile riduzione del numero delle Strutture Complesse, delle Strutture Semplici Dipartimentali e delle Strutture Semplici confermano preoccupazioni che CIMO-FESMED aveva già espresso nei mesi scorsi.
Da tempo sembra infatti prevalere, a livello della Direzione generale dell’Assessorato regionale della Sanità, un’impostazione fortemente ingegneristico-contabile della programmazione: coefficienti, rapporti numerici e standard teorici rischiano di assumere un peso preponderante rispetto alla valutazione della realtà clinica e assistenziale.
«La sanità non si governa con una calcolatrice, e il Brotzu non può essere organizzato come un foglio Excel – dichiarano Luigi Mascia, presidente regionale CIMO-FESMED Sardegna, ed Emanuele Cabras, Segretario aziendale CIMO-FESMED ARNAS Brotzu -. La stella polare della programmazione sanitaria deve essere un’altra: la complessità dei pazienti trattati e delle funzioni che ciascun ospedale è chiamato a garantire.»
È difficile, infatti, comprendere come da una parte la Regione continui a concentrare sul Brotzu attività, investimenti e nuove funzioni, rafforzandone il ruolo di riferimento regionale, e dall’altra si ipotizzi una compressione delle articolazioni organizzative attraverso le quali questa crescente complessità deve essere governata.
«Non si può costruire un Brotzu sempre più grande nelle funzioni e contemporaneamente più piccolo nell’organizzazione, riducendo inoltre le possibilità di carriera per i medici e rendendo quindi l’ospedale meno attrattivo – aggiungono Mascia e Cabras -. Chiediamo dunque una risposta chiara alla Direzione generale dell’Assessorato regionale della Sanità e alla direzione generale e sanitaria del Brotzu, che non possono limitarsi a un recepimento acritico di indicazioni regionali qualora queste conducano a un assetto non coerente con la complessità, l’alta specializzazione e le funzioni attribuite all’ARNAS.»
«Sia chiaro, se una Struttura Complessa, una Struttura Semplice Dipartimentale o una Struttura Semplice non trova più giustificazione nelle funzioni esercitate, nei volumi e nella complessità delle attività, è corretto discuterne. Ma deve valere anche il principio opposto: dove esistono complessità, volumi, alta specializzazione, responsabilità e funzioni regionali devono esistere strutture organizzative adeguate a governarle. È un paradosso chiedere ai medici del Brotzu di curare la massima complessità assistenziale della Sardegna e contemporaneamente comprimere le possibilità di una carriera commisurata all’impegno professionale, alle competenze acquisite e alle responsabilità esercitate. Non si può chiedere sempre di più sul piano clinico e riconoscere sempre meno sul piano professionale.»
Per queste ragioni CIMO-FESMED chiede che, prima della presentazione del nuovo Atto aziendale, siano resi trasparenti i criteri utilizzati per determinare il numero delle Strutture Complesse, delle Strutture Semplici Dipartimentali e delle Strutture Semplici del Brotzu.
«Non siamo disponibili ad attendere la pubblicazione dell’Atto aziendale per scoprire quali strutture siano state soppresse, accorpate o ridimensionate. In assenza di risposte concrete e di un confronto reale prima della presentazione dell’Atto aziendale, CIMO-FESMED è pronta ad aprire formalmente lo stato di agitazione della dirigenza medica e sanitaria e, qualora non arrivassero risposte adeguate, ad avviare, nel rispetto delle procedure previste, il percorso per la proclamazione dello sciopero», concludono Mascia e Cabras.





