Per un giorno il Conservatorio diventerà una cittadella della musica aperta al pubblico. Domenica 27 settembre, dalle 10.30 alle 20, l’undicesima edizione di Interzone attraverserà il Conservatorio di Musica “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, trasformando sale, atrio, cortili e piazzale d’ingresso in altrettanti spazi d’ascolto. Concerti e performance si susseguiranno per l’intera giornata, a ingresso libero, mettendo in relazione jazz, musica contemporanea, percussioni, improvvisazione ed elettronica.
Al centro resterà la memoria di Roberto Pellegrini, percussionista, ricercatore e docente del Conservatorio di Cagliari, scomparso nel maggio 2014 a cinquantaquattro anni. La sua ricerca ha attraversato musica contemporanea e improvvisazione, portandolo a collaborare, tra gli altri, con Mike Mainieri, Marc Ribot, James Wood e Giancarlo Schiaffini e a lavorare, tra il 1990 e il 1992, al CERM di Sassari sui nuovi metodi di sollecitazione degli strumenti a percussione. Nel 2013, a Sant’Anna Arresi, diede inoltre voce alle pietre sonore di Pinuccio Sciola nel progetto Le memorie dell’Universo.
Interzone debuttò nel 2015, a un anno dalla sua scomparsa, come una giornata aperta al pubblico dedicata alla ricerca e alla sperimentazione musicale. L’anno successivo il festival veniva già presentato, nell’ambito di Monumenti Aperti, attraverso un’idea dello stesso Pellegrini: quella di una «cittadella della musica» nella quale il pubblico potesse entrare in contatto, attraverso l’ascolto, con la produzione e la ricerca di studenti e docenti. Una vocazione che continuerà a caratterizzare anche l’edizione 2026, costruita come un percorso da attraversare fisicamente tra Sala Oppo, Sala Palestrina, Sala Porrino, atrio principale, cortile interno e piazzale d’ingresso.













