L’arte di Michela Capra ha radice in un vortice di pensiero ideale-concettuale che sviluppa il senso di appartenenza alle attività comuni, di caratterizzante identità agro-pastorale, e condivise in memorie di comunità e di popolo. Il nucleo rappresentativo di ogni sua opera custodisce l’energia di elementi caratteristici sardi; ne rappresenta il “chi siamo” e l’essere in codici culturali immateriali-materiali che fluiscono dal territorio e dalla storia sarda.
L’arte di Michela attinge – con modernità costruttiva e interpretativa – alla dimensione e senso secolare di tradizioni, di linguaggi appartenenti al destino culturale sardo e che attraversano le emozioni e le tensioni interiori dell’artista nell’atto creativo e costruttivo della narrazione stessa; narrazione artistica che esplora miti, leggende e materiali di appartenenza – come il sughero, il legno, le pelli, i campanacci (marchio identificativo e caratterizzante nella maggioranza delle sue opere), la “civiltà di pietre” e le trame dei tessuti della tradizione tessile artigiana – per testimoniare la forza di una Sardegna arcaica, misteriosa e determinarne così i simboli e segni significanti.
L’artista elabora ed evoca una cultura dalla coscienza vitale e millenaria, di uno strutturato “archetipo mistico e religioso” di memorie senza tempo, ma profondamente radicato nella dimensione immaginifica isolana nonostante i processi attuali di modernizzazione e di trasformazioni sociali dal potere globalizzante.
Le opere compositive di Michela sono ponte di complesse architetture che legano passato-presente e all’esistenza dell’uomo integrato in ambiente territoriale, natura e comunità. Tutti i materiali, impiegati nella realizzazione delle opere, custodiscono segni distintivi di valenza identitaria ed energia ancestrale che rimanda a tracce e percorsi esistenziali di rigenerante ricostruzione e di connessione dentro un ordito di trame in sintonia con l’universo.
Le meritorie realizzazioni di Michela Capra, richiamano alla mente un concetto espresso da Majawkosks: «Solo gli artisti possono pensare di trascinare un paese, di unire una nazione…». E nel particolare momento storico – di neo colonialismo energetico, culturale ed economico – Sardegna ha maggiormente bisogno di un’arte dalla creatività artistica identitaria e di contatto profondo con le proprie radici.
Maturata culturalmente nella fucina del rinomato Istituto d’Arte nuorese – e nel coltivo stimolante e creativo sviluppato da docenti-artisti come la mitica Rosetta Murru, a cui si ispirano per formazione diverse generazioni di affermati pittori e scultori dell’area interna dell’Isola – si colloca, tra le giovani apprezzate figure da critici e pubblico, per i personalissimi segni di determinata ed originale concezione identitaria dell’arte.
Recentemente ha sviluppato una nuova linea di sorprendenti gallinelle, realizzate a mano al 100% e con estrema cura, che inserisce in eleganti cornici.
Così presenta la nuova avventura creativa: «Sono un’artista appassionata che trasforma tessuti colorati, elementi naturali e legno in opere decorative originali. Le mie creazioni con gallinelle stilizzate “Cocco” uniscono pattern geometrici etnici e materiali naturali in composizioni eleganti e contemporanee» Ogni pezzo racconta una storia di tradizione, creatività e passione per l’arte.
Oltre ai progetti visivi, attinenti alla filosofia che «l’arte non dev’essere perfetta ma unica», Michela si esprime e rappresenta anche con una rilevante attività canora.
Cantante di eccellenza sulla scena musicale di Nuoro. Ha iniziato da giovanissima, ad appena 18 anni era la voce della band “Uscita di Sicurezza” (Francesco Goddi-chitarra, Giovanni Medde-basso, Tore Pes-batteria, Roberto Putzu-tastiera). Seguirono, nel 2001, un progetto con il chitarrista Giuseppe Chironi ed esibizioni accompagnate dal sassofonista Simone Dionigio Pala; nel 2002 collabora al brano “Per Claudia” degli Istentales. Partecipa a numerosi spettacoli e risulta vincitrice di diversi prestigiosi concorsi canori regionali.
Ora, stabilmente, è voce solista della band “Black Soul” (Marco Cattari-batteria, Flavio Mulas-chitarra, Gianpaolo Selloni-tastiera e Carlo Todde-basso/tastiera). L’artista nuorese ha maturato negli anni un percorso canoro con professionisti e progetti impegnativi, trasformando e potenziando la voce come uno strumento solido per tecnica e vocalità; con versatilità affronta stili diversi e brani di grande difficoltà, in cui esalta una disciplina di lavoro e identità personale che trasmette e coinvolge per profondità emotiva.
Michela, nei suoi concerti in piazze e locali, propone un vasto repertorio di brani internazionali celebri che spaziano, con suggestiva potenzialità vocale e trascinante presenza scenica, dal glam rock, al soul e al pop.
Significativi lavori in limba: Ammerare – Omines FEAT Michela Capra e la rievocazione storica, in “Torramus a su Connotu”, dell’intensa combattiva figura femminile di Paska Zau, protagonista della ribellione nuorese del 26 Aprile 1868.
Un’artista, avvincente e a 360°, che concilia l’arte creativa identitaria e il canto.
Cristoforo Puddu










