«La visita del ministro della Giustizia Carlo Nordio al carcere di Uta, avvenuta senza alcun preavviso né confronto con la Regione Sardegna, rappresenta l’ennesimo atto di arroganza istituzionale da parte del Governo Meloni contro la nostra isola.
Il carcere di Uta è una delle principali strutture penitenziarie dell’Isola e le questioni che lo riguardano coinvolgono direttamente il sistema sanitario regionale, gli enti territoriali e le politiche sociali. Ignorare la Regione significa ignorare il ruolo delle istituzioni democraticamente elette dai sardi e svilire il principio stesso dell’autonomia speciale.»
Lo scrive, in una nota, Sinistra Futura.
«Ancora una volta esponenti del Governo Meloni scelgono la strada dello scontro istituzionale invece di quella della collaborazione. Arrivare in Sardegna, visitare una struttura dello Stato così importante e non ritenere nemmeno opportuno informare preventivamente la Regione è un gesto che racconta molto bene l’idea che questo Governo ha dei rapporti con le autonomie: rapporti unilaterali, nei quali Roma decide e i territori dovrebbero semplicemente prendere atto. La Sardegna non è una periferia da amministrare a distanza, non è insomma una colonia dell’Italia. Non è un territorio nel quale un ministro può entrare, svolgere una visita istituzionale e ripartire facendo finta che il governo regionale non esista. È un atteggiamento politicamente grave e istituzionalmente inaccettabile», commenta il presidente di Sinistra Futura, Luca Pizzuto.
«Da troppo tempo assistiamo a una strategia precisa: il Governo Meloni continua a cercare il conflitto politico con la Regione Sardegna, ignorando interlocutori e competenze ogni volta che può, con un atteggiamento autoritario. È la dimostrazione di una concezione profondamente centralista del potere, incompatibile con il rispetto dovuto a un’autonomia speciale. Non dimentichiamo, anche, che per una decisione assurda 102 Comuni sardi perderanno lo status di montani e dunque opportunità come l’accesso a fondi dedicati e a servizi essenziali come bandi per le imprese, agricoltura e scuola. Si sommano dunque decisioni decisamente discriminanti per la Sardegna che non si possono più tollerare», aggiunge la nota di Sinistra Futura.
«La Regione Sardegna si è già espressa contro l’arrivo dei detenuti in 41bis. Chiediamo che il governo Meloni ascolti la voce del popolo sardo», conclude Luca Pizzuto.










