«Sono state 143 le aggressioni ai danni del personale sanitario e socio-sanitario registrate nel biennio 2023-2024 nelle Aziende Sanitarie Area Metropolitana di Cagliari e Medio Campidano. Una situazione inaccettabile che evidenzia una preoccupante esposizione a rischi di violenza fisica e verbale sul luogo di lavoro di tutti gli operatori.»
Lo denunciano il segretario Generale Regionale Uil Fp Mimmo Foddis, il segretario organizzativo regionale Uil Fp Massimo Marceddu e il segretario regionale Uil Fp Fabio Sanna che, attraverso il Centro Studi e Ricerca della Uil Fp Sardegna, hanno condotto un dettagliato studio sulle aggressioni avvenute nelle Aziende Sanitarie dell’area metropolitana di Cagliari e del Medio Campidano tra il 2023 e il 2024. Lo studio è stato condotto su tre Aziende Sanitarie dell’area metropolitana di Cagliari, più una del Medio Campidano (campione di 10.239 dipendenti ) che contano il 40% circa dell’intero personale del servizio sanitario regionale pubblico della Sardegna, con i dati forniti dalle Direzioni Generali , acquisiti dai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione e dai Risk management Aziendali.
«A tutti questi dati andrebbero aggiunti anche quelli relativi alle aggressioni. Non si trascuri, inoltre, che il dato è carente della percentuale sorella, ossia, le contestuali aggressioni fisiche subite durante i Tso da parte della Polizia locale e dagli assistenti sociali – precisano i segretari – ma anche quelli al personale degli Enti Locali.»
Secondo i sindacalisti la situazione «è allarmante – evidenziano – le istituzioni devono intervenire per frenare questo fenomeno dilagante e far cessare queste azioni intollerabili nei confronti di chi ogni giorno si prende cura delle persone».
Secondo la Uil Fp si tratta solo della punta dell’iceberg: «Il dato è certamente sottostimato – denunciano – visto che molti degli episodi non vengono segnalati. Il dato reale è di gran lunga maggiore».









