«Ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso e garantire tempi di ricovero più rapidi sono obiettivi che condividiamo. Ma gli obiettivi non creano posti letto. Se al Brotzu abbiamo reparti saturi e pazienti nei corridoi in attesa di ricovero, non si può pensare di risolvere il problema semplicemente chiedendo all’ospedale di fare ancora di più.»
Lo ha detto Emanuele Cabras, Segretario Aziendale CIMO-FESMED dell’ARNAS G. Brotzu, commentando i nuovi obiettivi 2026 assegnati dalla Regione ai Direttori Generali del Servizio sanitario regionale.
Tra i nuovi obiettivi assegnati ad ARNAS Brotzu, AOU Cagliari e AOU Sassari figura la riduzione del boarding in Pronto Soccorso: il target stabilito dalla Regione prevede che il 100% dei pazienti destinati al ricovero venga preso in carico dal reparto entro quattro ore. La soglia minima è fissata al 90%.
«L’obiettivo è sacrosanto. Il problema è capire come raggiungerlo. Dove dovremmo ricoverare entro quattro ore questi pazienti se i posti letto sono occupati? Al Brotzu oggi vediamo pazienti costretti ad attendere nei corridoi perché semplicemente non esiste un letto disponibile. Non è un problema che si risolve con una circolare o con un indicatore di performance – ha aggiunto -. Possiamo riorganizzare, ottimizzare e chiedere ulteriori sacrifici ai professionisti, ma c’è un limite fisico che nessuna disposizione amministrativa può superare: se non c’è un letto libero, il paziente non sappiamo materialmente dove metterlo.»
Secondo CIMO-FESMED, alla base della situazione dell’area vasta di Cagliari c’è anche la mancata ricostituzione della capacità ospedaliera venuta meno con il depotenziamento dell’Ospedale Marino: «Con il Marino non sono venuti meno soltanto posti letto di Ortopedia. Sono venuti meno posti di Chirurgia e Terapia Intensiva e un Pronto Soccorso. Quella capacità assistenziale non è stata adeguatamente sostituita e oggi inevitabilmente la pressione si concentra sugli altri ospedali cittadini e in particolare sul Brotzu».
«Se la Regione ritiene, giustamente, che gli obiettivi assegnati ai Direttori generali siano lo strumento per ottenere risultati concreti, allora assegni al Direttore generale della ASL di Cagliari un obiettivo altrettanto concreto e misurabile: recuperare i posti letto mancanti e la capacità assistenziale perduta con il Marino.»
C’è poi, secondo Cabras, un secondo tema sul quale la Regione deve intervenire rapidamente: quello della perequazione dei fondi contrattuali. Tra gli obiettivi 2026 dei Direttori generali figura, infatti, la contrattazione decentrata per l’assegnazione degli incentivi al personale e il documento regionale richiama espressamente, tra le materie interessate, la perequazione dei fondi contrattuali.
«Ma su questo punto bisogna essere chiari: prima della contrattazione nelle singole aziende deve essere svolto il confronto regionale sulla perequazione per le annualità 2025 e 2026. CIMO-FESMED è ancora in attesa della convocazione della Direzione generale della Sanità. È un passaggio preliminare indispensabile perché, successivamente, le aziende possano procedere alla contrattazione, la cui chiusura è prevista dal documento regionale al 31 dicembre 2026 – ha concluso Emanuele Cabras -. I medici del Brotzu si trovano in una situazione paradossale: lavorano nell’Hub regionale, sostengono una pressione assistenziale crescente, vengono chiamati a raggiungere obiettivi sempre più impegnativi e, nello stesso tempo, continuano ad avere i fondi contrattuali e le retribuzioni accessorie più basse della Sardegna. Se continueranno ad arrivare nuovi obiettivi senza interventi sulle condizioni strutturali nelle quali siamo costretti a lavorare e senza risposte sulla perequazione, la Segreteria Aziendale CIMO-FESMED ARNAS Brotzu è pronta ad avviare le procedure per la proclamazione dello stato di agitazione.»









