«Il sistema sanitario sardo soffre di una carenza strutturale di personale e di una rete territoriale che fatica a diventare pienamente operativa – precisa Fulvia Murru -. Il rischio concreto è che si continui ad aprire contenitori senza garantire servizi reali e continuità assistenziale.»
Per Fulvia Murru le «Case e gli Ospedali di Comunità devono diventare presìdi vivi, funzionanti, accessibili alle persone, in grado di ridurre davvero la pressione sugli ospedali e migliorare la presa in carico. Per farlo servono scelte lungimiranti, tempi certi, rafforzamento stabile degli organici, superamento del precariato, programmazione chiara e attuazione rapida degli interventi previsti dal DM 77 e dal PNRR».
Secondo la segretaria generale della Uil Sardegna «accanto alla mobilità extra-regionale, è indispensabile attivare anche la mobilità interna, per valorizzare le professionalità già presenti nel sistema sanitario regionale e garantire una distribuzione più equilibrata ed efficace delle risorse sui territori».
Altro nodo fondamentale riguarda le graduatorie esistenti: «È necessario continuare a scorrerle per immettere rapidamente nuovo personale e rispondere con immediatezza alle esigenze dei servizi».
«Ok procedere – conclude Fulvia Murru – ma bisogna accelerare. La sanità territoriale è la vera riforma di cui la Sardegna ha bisogno. E si misura sui servizi che i cittadini trovano nelle loro comunità, non sugli atti amministrativi. Ora servono risultati concreti, visibili e immediati.»










