Un importante riconoscimento internazionale premia la ricerca sviluppata anche dall’Università degli Studi di Cagliari nel settore dell’astrobiologia. Il brevetto depositato nell’ottobre 2021 congiuntamente dall’Università di Cagliari, dall’Università di Sassari, dal Centro di Ricerche, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna (CRS4), dal Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS) e dall’azienda TOLO Green è stato infatti concesso in Giappone e in Russia. È ora in corso l’iter di valutazione per il rilascio in Europa, Stati Uniti, Cina e India.
L’innovazione riguarda un processo che consente di simulare sulla Terra condizioni di gravità ridotta attraverso un clinostato appositamente modificato per riprodurre l’atmosfera marziana, aprendo nuove prospettive per la ricerca scientifica e per lo sviluppo delle future missioni umane sul Pianeta Rosso.
Un ruolo di primo piano è stato svolto dal dipartimento di Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali (DIMCM) dell’Università di Cagliari, che ha contribuito in maniera determinante alle attività di ricerca e sperimentazione. Tra i protagonisti del progetto figurano il professor Alessandro Concas, oggi docente associato del Dipartimento, e il ricercatore Giacomo Fais, entrambi coinvolti nello sviluppo degli studi che hanno portato al brevetto. Il progetto è stato coordinato dal presidente del DASS, Giacomo Cao, docente dell’Università di Cagliari.
L’attività di ricerca, avviata durante il periodo della pandemia, è proseguita nell’ambito dello Spoke 05 Aerospazio del progetto e.INS – Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia, coordinato dall’Università di Sassari, grazie alla collaborazione tra università, enti di ricerca e imprese.
Il gruppo di ricerca ha sviluppato un terreno di coltura capace di favorire la crescita della microalga spirulina in condizioni assimilabili a quelle extraterrestri. Gli esperimenti hanno dimostrato che la spirulina, così come altri ceppi algali, è in grado di prosperare in condizioni di microgravità simulata e in atmosfera marziana.
Questi risultati rappresentano un passo significativo verso lo sviluppo di sistemi di supporto alla vita per le future missioni spaziali. Le microalghe, infatti, potrebbero svolgere una duplice funzione: produrre ossigeno sfruttando l’anidride carbonica presente nell’atmosfera di Marte e costituire una preziosa fonte di nutrimento per gli astronauti.
Il processo brevettato non si limita alla coltivazione delle microalghe. La tecnologia consente infatti di studiare il comportamento di cellule umane, animali e vegetali in condizioni di gravità ridotta e atmosfera extraterrestre, offrendo nuove opportunità di ricerca in ambito biologico, biomedico e spaziale.
L’innovazione potrebbe inoltre ridurre significativamente la quantità di materiali da trasportare dalla Terra durante le missioni spaziali, sfruttando le risorse disponibili direttamente sul pianeta Marte, come l’anidride carbonica atmosferica, il suolo marziano e gli scarti metabolici degli astronauti per produrre ossigeno e biomassa destinata all’alimentazione.
«La concessione del brevetto in Giappone e Russia – afferma Giacomo Cao, presidente del DASS – è motivo di grande soddisfazione perché conferma ancora una volta il valore della ricerca scientifica e tecnologica sviluppata in Sardegna nel settore aerospaziale. È il risultato di un efficace lavoro di squadra che auspichiamo possa attrarre nuovi investimenti pubblici e privati a sostegno del programma Small Mission to Mars, con l’obiettivo di raggiungere il Pianeta Rosso entro il 2035.»
Nella foto di copertina da sinistra Alessandro Concas, Giacomo Fais e Giacomo Cao











