Ad aprire la serata sarà Veneer, duo elettroacustico formato da Giacomo Zanus alla chitarra elettrica e alla live electronics e Andrea Fabris alla grancassa preparata e alla live electronics. Da un set-up essenziale e fortemente caratterizzato nasce una musica costruita attraverso pattern, gesti e texture in continua trasformazione: l’improvvisazione non idiomatica e l’interplay di matrice jazzistica incontrano minimalismo, suggestioni avant-folk e folk-rock, con incursioni di noise e glitch. Le micro-variazioni dinamiche e timbriche diventano il vero motore compositivo di un paesaggio sonoro insieme evocativo e rigoroso.
Il programma proseguirà con “Clusters”, progetto multimediale italo-ucraino di Sandro Mungianu – clarinetto aumentato, elettronica, proiezioni video e luci – e delle danzatrici Giulia Pizzo e Margherita Borzilova. La performance esplora nascita, trasformazione, dissoluzione e rinascita attraverso la teoria degli sciami: il movimento delle danzatrici, rilevato da accelerometri, concorre direttamente alla trasformazione del suono, mentre clarinetto, elettronica, immagini e luci reagiscono all’interno dello stesso sistema. Musica, corpi e tecnologie diventano così parti interdipendenti di un ambiente immersivo che riflette sulle dinamiche dei cluster sonori e sociali e sulla fluidità delle identità individuali e collettive.
A chiudere Miniere Sonore 2026 sarà Nima, giovanissima producer, compositrice e songwriter siciliana, tra le promesse della scena musicale contemporanea. La sua ricerca ricombina un passato ancestrale con un presente proiettato verso il futuro, dando forma a un Mediterraneo elettronico, decostruito e ricomposto. Elemento centrale del progetto è il Nụhmeyya, lingua ibrida che mescola siciliano, arabo e greco: voce ed elettronica trasformano la parola in canto rituale e atto di ribellione, in equilibrio tra quiete, tensione e ferocia primitiva.










