Una battaglia intensa, un finale al cardiopalma e una vittoria conquistata con le unghie e con i denti. Il CUS Cagliari getta il cuore oltre l’ostacolo, supera l’Alperia Basket Club Bolzano per 51-48 dopo un tempo supplementare e guadagna due punti di importanza capitale nella 23esima giornata del girone B di Serie A2. Una vittoria di puro agonismo e resilienza, che scaccia via le scorie di due sconfitte consecutive e tiene vivissimo l’obiettivo di conquistare la salvezza diretta, evitando la lotteria dei playout.
L’avvio è tutto in salita per le ragazze di Federico Xaxa, con Bolzano che azzanna il match a freddo con un parziale di 7-0. La fisicità delle altoatesine si fa sentire e, dopo una reazione delle universitarie, una tripla di Cecili regala alle ospiti la doppia cifra di vantaggio. Sembra l’inizio di una serata stregata, ma le cussine non si disuniscono. Guidate da una straripante Meriem Nasraoui, le cagliaritane si rimettono in carreggiata, ricucendo pazientemente lo strappo fino ad andare all’intervallo lungo a un possesso di distanza.
Al rientro dagli spogliatoi, la battaglia sportiva si fa ancora più vibrante. Il CUS completa l’inseguimento a due minuti dalla fine della terza frazione: un break di 7-0, che culmina con il canestro di Nasraoui, regala alle sarde il primo vantaggio della gara ma l’Alperia risponde chiudendo il terzo quarto avanti di una sola lunghezza.
L’ultimo quarto si apre nel migliore dei modi per il CUS, con la bomba di Reggiani che vale il +2. Bolzano vacilla ma non cade e, a tre minuti dal termine, rimette la freccia con la tripla di Egwoh. Quando l’inerzia sembra tornare verso le ospiti, sale di nuovo in cattedra Meriem Nasraoui: la lunga rossoblù si inventa un recupero provvidenziale a meno di 20 secondi dalla sirena e realizza il canestro che impatta il match. Poi, nell’ultimo possesso di Bolzano l’intero PalaCUS trattiene il respiro per la tripla del possibile sorpasso di Manzotti, giustamente annullata dagli arbitri per il tocco della palla sulla struttura del tabellone. Alla sirena il punteggio è 44 pari, si va al supplementare.
Nel tempo supplementare la tensione è palpabile e le energie fisiche sono ormai ridotte al lumicino da ambo le parti. È qui che la testa e la determinazione delle cagliaritane fanno la differenza. A decidere la contesa e a far esplodere di gioia Sa Duchessa ci pensa la freddezza glaciale dalla lunetta di Bovenzi, che blinda il 51 a 48 finale.
Sono due punti che pesano come un macigno nell’economia del finale di stagione. Con questo successo, il CUS Cagliari sale a quota 18 punti,
agganciando in classifica Trieste e, soprattutto, Rovigo, prossima avversaria delle cagliaritane in quello che si profila come un vero e proprio spareggio salvezza.
Al termine della gara, coach Federico Xaxa ha commentato così la vittoria contro Bolzano: «Oggi avevamo l’obbligo di vincere e devo dire che sono
soddisfatto dell’atteggiamento delle ragazze, non si sono mai risparmiate e ci hanno sempre creduto, hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e sono state premiate in una partita difficile contro una grande squadra».
L’allenatore delle universitarie sottolinea i progressi mostrati dalla squadra e ne sottolinea l’importanza in vista del finale di campionato: «Stiamo riuscendo a limitare il numero di palle perse e questo ci dà maggiore fiducia quando attacchiamo, è chiaro che ci sono ancora delle sbavature ma stiamo acquistando una solidità maggiore, caratteristica che ci servirà in questo finale di regular season. Mancano altre due partite, che rappresentano due possibilità per essere artefici del nostro destino e sono sicuro che molto passerà dalla nostra capacità di difendere bene».
CUS Cagliari – Alperia Bolzano 51 a 48
Parziali: 9-14, 12-12, 13-9, 10-9; 7-4.
CUS Cagliari: Nasraoui 21, Piędel 3, Bovenzi 14, Granzotto, Perić 7, Caldaro 2, Reggiani 4, Gagliano n.e., Cassai n.e., Salvemme, Corso n.e., Spiga n.e. Allenatore: Federico Xaxa.
Alperia Bolzano: Cecili 7, Schwienbacher 5, Malintoppi 6, Egwoh 13, Tau 6, Gualtieri 4, Manzotti 7, Bonato, Zaman, Toffolo, Kob n.e. Allenatore: Massimo Romano.
Foto di Andrea Chiaramida










