La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’Assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, il programma di ripartizione delle risorse per l’aumento, la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio boschivo, destinando complessivamente 12 milioni di euro a favore dei Comuni della Sardegna per l’annualità 2026. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle politiche regionali di tutela ambientale e di riequilibrio territoriale, con particolare attenzione ai territori interessati da processi di deindustrializzazione, presenza di miniere dismesse, cave storiche, impianti industriali o da una significativa riduzione dell’occupazione nel settore forestale.
«Con questo provvedimento la Regione interviene in modo mirato a favore dei Comuni che più hanno subito gli effetti delle trasformazioni produttive e delle pressioni ambientali – afferma l’assessora della Difesa dell’Ambiente – destinando risorse significative alla manutenzione e alla valorizzazione del patrimonio boschivo nei territori segnati da crisi industriali, attività estrattive dismesse e impatti ambientali rilevanti.»
Le risorse saranno distribuite tra 185 Comuni beneficiari, individuati sulla base di criteri oggettivi che tengono conto della popolazione, dell’estensione territoriale e delle specifiche criticità ambientali e socio-economiche. La ripartizione prevede: circa il 40% in base alla popolazione residente; circa il 33% in base alla superficie territoriale; circa il 27% in relazione alla riduzione degli occupati forestali e all’impatto ambientale dei siti presenti. Gli interventi finanziabili comprendono attività di gestione forestale, rimboschimento, prevenzione degli incendi, manutenzione del territorio, sistemazioni idraulico-forestali e opere di ingegneria naturalistica, con una forte ricaduta anche sul piano occupazionale locale. Il contributo regionale coprirà fino al 100% dei costi degli interventi, con l’obbligo di destinare almeno il 70% delle risorse all’occupazione di lavoratori nei cantieri forestali.
«I programmi di forestazione rappresentano un presidio fondamentale del territorio – aggiunge l’assessora Rosanna Laconi – perché garantiscono manutenzione costante, sicurezza ambientale e nuove opportunità di lavoro, soprattutto nelle aree più fragili della Sardegna.»
I Comuni dovranno formalizzare l’adesione entro il 3 giugno 2026 e avviare i lavori entro 12 mesi dall’assegnazione delle risorse, nel rispetto delle tempistiche e delle condizioni stabilite dalla deliberazione. La Regione, attraverso l’Agenzia Forestas, assicurerà il monitoraggio e il controllo sulla corretta attuazione degli interventi, garantendo efficacia ed efficienza nell’utilizzo delle risorse pubbliche.










