Dal 24 agosto al 6 settembre Seneghe torna a essere il cuore della poesia con la XXII edizione del Cabudanne de sos poetas. Il festival, tra i più autorevoli appuntamenti culturali della Sardegna, rinnova la sua lunga storia fatta di voci, relazioni, scambi, intrecciando poesia, letteratura, arti, territorio e comunità. Uno spazio vitale nel Montiferru tra paesaggi unici e una straordinaria vivacità culturale che connette l’isola ai popoli del mondo, alle lingue e alle culture diverse, attraverso il potere delle parole e dei versi, senza mai perdere di vista uno sguardo critico verso la contemporaneità. Un festival dedicato alla poesia e ai linguaggi contemporanei, con incontri, letture, performance e momenti di confronto e approfondimento su temi di forte attualità con autrici e autori, che si arricchisce di tanti appuntamenti declinati tra narrativa, cinema, teatro, concerti, musica, rap, proiezioni, dibattiti, mostre, installazioni, laboratori, e la consueta “libreria del Cabudanne” con il suo punto vendita temporaneo allestito nei giorni del festival, curata e gestita da Emmepi Ubik Verbavoglio di Macomer. Nella piazza del centro storico Partza de sos ballos, nello spazio all’aperto con il maestoso albero che fa da sfondo naturale al palco del Campo della Quercia, e negli angoli suggestivi del paese come Putzu Arru, Domo de sa Poesia e l’antico frantoio Prentza de Murone, risuoneranno le poesie e le voci dei poeti e di tutti gli ospiti, lente, profonde, attuali. Tutte le sere fino al 3 settembre. Poi dal 4 al 6 settembre incontri dalla mattina alla sera, come da tradizione.
Il filo conduttore di questa edizione “Sguardi Meridiani” è un invito rallentare, misurare, convivere, guardare il mare come ponte e il confine come luogo di scambio, in un festival che nasce per dare voce a contemporaneità plurali e a un’etica del limite (un dire che non colonizza, ma accoglie), in cui la poesia diventa pratica civile, lentezza condivisa, cura dei luoghi. Un tema importante che il Cabudanne svilupperà su una progettazione biennale misurandosi sul campo più generale del Sud del mondo e del Mediterraneo, che trova il suo punto di riferimento nel testo Il pensiero meridiano di Franco Cassano, scrittore, sociologo, meridionalista e professore all’Università di Bari scomparso nel 2021. Il saggio, pubblicato nel ’96, ha ispirato e ispira ancora oggi tante iniziative, gruppi culturali e artistici e nuove generazioni, conquistati da questo modo nuovo di guardare al mondo che parte dal sentire dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, e non solo. «Dialoghi da Nord-Sud interrogheranno sviluppo, migrazioni, lavoro del mare e della montagna; la poesia e il libro come punto di incontro tra artigiani, donne, comunità, studenti, nuovi arrivati. Il cuore sarà la prossimità: tavole di comunità con letture intervallate da momenti conviviali. Il festival come atlante di confini narrati su mappe di carta», spiega l’associazione culturale Perda Sonadora, che da ventuno anni organizza il Cabudanne. La 22ª edizione si caratterizza quindi per il suo sguardo meridiano, che vedrà al termine del biennio e dell’edizione 2027 la redazione a più mani della “Carta del Limite”, per ricordare che la poesia, come il Mediterraneo, è una forma di tempo condiviso e una politica dell’ascolto.
Le illustrazioni grafiche che rappresentano perfettamente il tema di questa XXII edizione del Cabudanne de sos poetas sono di Roberto Pusceddu, in arte Erre Push, una bella collaborazione che si rinnova con il festival per il terzo anno. Visual designer, illustratore, tra i fondatori del collettivo creativo Studio Macchinette, playground creativo che realizza oggetti e grafiche interattive, disegna e illustra per fanzine, auto-produzioni, case editrici alternative, realizza manifesti per iniziative underground, sociali e musicali. Nel 2016, insieme a Zerocalcare, firma Ultima fermata una storia a fumetti che racconta l’omicidio di Renato Biagetti. Nel 2022 scrive la graphic novel Faùla Birdi, sulla ennesima speculazione (verde) in Sardegna.
Oltre 40 gli incontri distribuiti nelle dodici giornate della XXII edizione del Cabudanne de sos poetas e tanti gli ospiti in arrivo a Seneghe dalle “periferie del mondo”, alla riscoperta del Sud del pianeta e del Mediterraneo, che invitano a leggere la contemporaneità con occhi nuovi. L’incontro “Voci dall’Est” dedicato alla poesia bielorussa contemporanea (1 settembre), vuole dare voce a una letteratura in tutta la sua ricchezza linguistica e tematica che ha tanto da offrire e che merita il riconoscimento a lungo negato. Intervengono Giulia De Florio, ricercatrice e docente di Lingua e Traduzione russa all’Università di Parma; la poeta Nasta Kudasava e Giada Scanu, Università di Bologna.
Alla riflessione collettiva dedicata alla contemporaneità e alla situazione drammatica che da decenni affligge la Palestina il 6 settembre sarà dedicato un ampio spazio di incontro e ascolto, tema sempre vivo nel dibattito culturale del Cabudanne de sos poetas che, come ogni anno, unisce la poesia e la letteratura all’impegno civile e al rispetto dei diritti umani. A un anno dalla pubblicazione di Quando il mondo dorme Francesca Albanese, la Relatrice Speciale ONU sui diritti umani nel territorio palestinese occupato, una delle persone più competenti e autorevoli sullo status giuridico e sullo stato dei palestinesi, ritorna al Cabudanne con il suo recente libro La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà, Rizzoli, 2026. Sono le storie di chi ha danzato in mezzo alle macerie, di chi ha nutrito la sua famiglia di speranza quando non c’era niente da cucinare. Testimonianze e riflessioni profonde sull’ingiustizia e sulla disumanizzazione, che esortano la società civile a non restare inerte di fronte alle crisi contemporanee. «Un viaggio profondo nella storia della Palestina – ripercorrendo le tappe principali attraverso cui, da oltre un secolo, questa terra subisce la violenza coloniale in tutte le sue forme – e nelle storie di chi l’ha sofferto, sperato, indagato».












