Bilancio assolutamente positivo e grande partecipazione di pubblico per la due giorni di incontri, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche, concerti e spettacoli teatrali della XXI edizione di “Pensieri e parole. Libri e film all’Asinara” organizzato dall’associazione Cinearena. Tra gli eventi dell’ultima serata del festival, domenica 23 agosto, la presentazione di “Albergo Savoia” (Il Maestrale), debutto letterario del giovane autore sassarese Simone Azzu e il coinvolgente spettacolo di parole e musica “Climabolario” di e con Sante Maurizi, con Daniela Cossiga e i musicisti Matteo Anelli, Carlo Doneddu, Lorenzo Sabattini e Simone Sassu, che attraverso parole chiave e canzoni ormai entrate nella memoria collettiva ha raccontato quel che c’è da sapere sul cambiamento climatico, sfatando anche qualche falso mito duro a morire.
Il tema ambientale, da sempre caro al festival diretto da Antonello Grimaldi e Sante Maurizi, è stato anche al centro della tavola rotonda “Ecologisti col vento degli altri: fossili, rinnovabili e demagogia”, che ha acceso il dibattito anche tra il pubblico. Relatori, l’assessore regionale all’Industria, Emanule Cani, insieme alla presidente di Legambiente Sardegna Marta Battaglia, ad Alessandra Scalas di “Sardi per le rinnovabili” e al giornalista Lorenzo Tecleme nel ruolo di moderatore. «La Regione è assolutamente a favore di una giusta transizione energetica – ha assicurato Emanuele Cani all’apertura del dibattito -. Vogliamo che la Sardegna sia un esempio da questo punto di vista e riteniamo che ci siano gli spazi idonei per poter realizzare impianti da fonti rinnovabili. Basta solo l’uno per cento del nostro territorio per raggiungere il burden sharing di 6,2 GW che ci è stato assegnato.»
Tra i punti che l’assessore ha tenuto a sottolineare, la necessità di «garantire attraverso l’energia prodotta un reale, importante tornaconto per le famiglie dei sardi e per le imprese». Obiettivo che la Regione intende raggiungere «attraverso la creazione di una società energetica sarda sul modello della Val d’Aosta e del Trentino Alto Adige. Senza questo strumento – ha aggiunto Emanuele Cani – non avremmo titoli per intervenire in una materia come quella energetica strategica per il Paese». Tra i temi affrontati, anche quello del metano. «Siamo l’unica regione che non ce l’ha, però intanto paghiamo gli oneri di distribuzione perché tutte le altre ce l’abbiano. Esiste un’ipotesi di riconversione di Fiume Santo da carbone a metano, che potrebbe tornare utile per evitare possibili blackout nel momento in cui si verifichi un cedimento nella produzione da eolico e solare» e per attrarre nuove imprese.
Nettamente contraria all’uso del metano si è detta Marta Battaglia (Legambiente), in quanto si tratta di «una tecnologia vecchia», che genera «conflitti, disuguaglianze, impatta sull’ambiente e ci mette nella condizione di pagare di più». Battaglia ha poi sottolineato come una «campagna mediatica molto forte» abbia fatto coincidere, in questi anni, nell’immaginario collettivo, un’equivalenza errata tra sviluppo delle rinnovabili e stravolgimento del paesaggio sardo. «Stravolgimento che invece non c’è, e non ci sarà in quanto non si andrà oltre la quota che ci è stata assegnata, e che però ha determinato un ritardo nell’uscita dall’era del carbone, ora prorogata al 2038».
Per Alessandra Scalas, non basta solo chiudere le tre centrali ancora attive: «Bisogna prima mettersi d’accordo su quale vogliamo che sia il nostro modello di sviluppo, poi stabilire criteri selettivi. Immaginiamo una Sardegna spopolata nelle aree interne? Allora facciamo impianti lì, ma se invece ambiamo a invertire questa tendenza, pensiamo a un altro tipo di impianto, magari investendo nell’agrivoltaico e cercando di attrarre giovani e imprese».
Tirando le somme della XXI edizione, Sante Maurizi ha sottolineato come «l’Asinara è stata per 120 anni un luogo di costrizione. E questo vizio, in qualche modo, continua: è l’isola a costringerci a riflettere sui temi dell’ambiente, della legalità, dei diritti. Noi sottostiamo volentieri alla sua volontà da 21 anni, vorremmo continuare a farlo, con il pubblico che ci ha seguito con passione anche quest’anno – magari senza l’ansia di non avere, a oggi, notizie sui contributi regionali. Non è la prima volta. Speriamo sia l’ultima».











