Libertà, sicurezza, autonomia. Ma soprattutto una rete capace di trasformare le parole in strumenti concreti. È questo il messaggio che arriva dall’incontro “Leadership al femminile: una forza naturale – La terra che genera libertà”, promosso oggi a Cagliari da Donne Coldiretti Sardegna, che ha portato al centro del confronto il tema della violenza di genere e, insieme, quello della capacità delle donne di essere protagoniste della vita sociale, economica e istituzionale delle comunità.
Una giornata fortemente partecipata, alla quale hanno preso parte donne imprenditrici e protagoniste della società sarda, arrivate da tutta l’Isola, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo sociale. Un confronto aperto e concreto, che ha avuto tra i suoi momenti centrali la presenza dell’onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, che ha portato anche la prospettiva e il lavoro delle istituzioni nel contrasto alla violenza, nella tutela delle donne e nella costruzione di strumenti capaci di sostenerne libertà e autonomia.
Ad aprire i lavori, i saluti del presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e del direttore Luca Saba, intervenuto in video collegamento. A coordinare il confronto è stata Maria Gina Ledda, coordinatrice regionale di Donne Coldiretti Sardegna, mentre il contributo della presidente nazionale di Donne Coldiretti, Mariafrancesca Serra ha permesso di portare nella discussione anche l’esperienza di Coldiretti sul sostegno all’imprenditoria femminile e le iniziative e i protocolli promossi a livello nazionale per rafforzare l’autonomia delle donne e sostenere anche chi ha vissuto situazioni di violenza.
Il valore della giornata è stato però soprattutto nella possibilità di mettere insieme sguardi e competenze diverse, partendo da chi quotidianamente opera sul territorio. La questora di Cagliari Rosanna Lavezzaro, la presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità Vittorina Baire, la dirigente dell’assessorato regionale della Sanità e dell’Assistenza Sociale Micol Raimondi, la dottoressa Paola Dessì e la referente della Caritas diocesana di Cagliari Simona Murtas hanno portato esperienze e prospettive differenti, contribuendo a delineare una fotografia delle azioni messe in campo e delle sfide ancora aperte: dalla prevenzione alla sicurezza, dalla salute ai servizi, dalla partecipazione femminile alla tutela delle donne più vulnerabili, fino al drammatico fenomeno della tratta e dello sfruttamento lavorativo.
Un confronto che ha trovato nella platea una parte attiva e non soltanto un pubblico. Le tante imprenditrici presenti hanno infatti partecipato alla discussione, portando esperienze, domande e riflessioni maturate nel lavoro e nella vita delle comunità. È anche da questo dialogo tra chi opera nelle istituzioni e chi vive quotidianamente il territorio che nasce la consapevolezza che contrastare la violenza significa costruire condizioni perché una donna possa essere libera, autonoma e in grado di scegliere il proprio futuro.
In questa direzione si inserisce anche il percorso di collaborazione avviato tra Donne Coldiretti e Caritas, con l’obiettivo di rafforzare sul territorio una rete di attenzione, ascolto e sostegno. Un passaggio che porta la giornata oltre la sensibilizzazione e prova a tradurre il confronto in un impegno concreto. Perché parlare di violenza significa anche parlare di lavoro, autonomia economica, sicurezza, diritti e possibilità. E significa riconoscere che nessuna donna dovrebbe essere costretta ad affrontare da sola un percorso di uscita dalla violenza. La sfida, emersa oggi a Cagliari, è fare della rete una responsabilità condivisa e della libertà delle donne una responsabilità di tutta la comunità.












